Banana bread limone e semi di papavero
- Sara Ottavia Carolei

- 25 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Ogni tanto devo raccontarvi un nuovo banana bread, lo sapete. Oggi è il turno di questo al limone e semi di papavero. La forma che ho scelto non è quella solita perché avevo finito il burro e ho dovuto usare uno stampo in silicone. Tuttavia il gusto non ne ha risentito, anzi, ha avuto molto successo! Soprattutto è piaciuta da matti al mio bimbo che continua a chiedermene… e quando qualcosa che cucino piace a lui, la soddisfazione è totale!
Come ingredienti devo dire che erano tutti di altissima qualità. Uova delle galline di campagna che ci portano i vicini, un burro squisito, zucchero di canna bruno di gran livello, limoni supremi…
L’uso del limone e dei semi di papavero, tra l’altro, dona a questo banana bread il potere di scacciare i pensieri negativi.
💕 Indossate il vostro grembiule più carino e seguitemi in cucina...
SCOPO MAGICO
Scacciare i pensieri negativi
INGREDIENTI
3 banane mature
2 uova
250 grammi di farina 00
100 grammi di zucchero di canna bruno
3 cucchiai di miele millefiori
80 grammi di yogurt greco
90 grammi di burro
15 grammi di lievito per dolci
La scorza di un limone
10 grammi di semi di papavero
COME FARE
Innanzitutto accendiamo il forno a 180° in modalità statica. Imburriamo e infariniamo lo stampo da plum cake e riponiamolo in frigorifero oppure usiamone uno in silicone. Facciamo fondere a bagnomaria il burro e lasciamolo raffreddare. Schiacciamo le banane aiutandoci con una forchetta, poi sbattiamole con lo yogurt e le uova. Uniamo il burro fuso e continuiamo a mescolare fino a quando troveremo davanti ai nostri occhi un bel composto omogeneo. Ora è il turno dello zucchero di canna bruno e del miele. A questo punto aggiungiamo le polveri setacciate e amalgamiamo bene. Recuperiamo lo stampo, versiamoci dentro la mistura e livelliamo un poco la superficie. Inforniamo per 45 minuti. Lasciamo raffreddare il banana bread e poi estraiamolo dallo stampo.
Mangiate con amore!
Abbracci magici,
Sara Ottavia C.






