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  • Immagine del redattoreSara Ottavia Carolei

La mia valigia di cucina

Oggi su Instagram ho fatto accenno a quella che io chiamo "la mia valigia di cucina" e vi ho promesso che ve ne avrei parlato. Eccomi qui a mantenere la promessa, alle 10:30 di sera, mentre il mio fidanzato guarda un documentario con le cuffie e il nostro bimbo e la gatta dormono accanto a noi.


La cucina è per me un porto sicuro, ma è anche una valigia senza fondo che accoglie e raccoglie ricette, ingredienti, racconti, storia e storie. Alcune tra le ricette della mia valigia di cucina provengono dalla mia famiglia di origine. Altre fanno parte di una tradizione mia e solo mia. Altre ancora sono regali di persone che ho incontrato. Ricordi di viaggi. Dediche. Celebrazioni. Insomma, si tratta di un repertorio d'amore e di affezione, pronto a rinnovarsi sempre, ma fedelissimo alle ricette che ne sono già parte.


Volete degli esempi di ricette dalla mia valigia magica di cucina? Beh, i tortellini in brodo che vedete in foto, tanto per cominciare. Mia nonna Vivi li ha insegnati a mia mamma che li ha insegnati a me. Il sugo pomodoro e ricotta, nato dal tentativo di emulare quello che preparava la cuoca del ristorante del maneggio che frequentavo da bambina. La pasta frolla con il mio ingrediente segreto speciale, la cui ispirazione non indovinereste mai da dove viene. Lo challah, i latkes, la salsa silan techina della tradizione ebraica. La faraona al limone di mia nonna. Gli spaghetti caviale e champagne di mio nonno. La salsa di peperoni verdi con la quale accompagnare il lesso il giorno di Natale. Il friggione calabrese. La pasta al forno sempre calabrese con le polpettine piccine piccine. I brownies al limone. La salsa tzatziki. La potato salad che mia mamma ha imparato quando viveva negli Stati Uniti. L'hamburger fatto come si deve che ho imparato quando vivevo io negli Stati Uniti. La padella dello sciatore che prepariamo quando siamo nella casa in montagna. La tajine di sole verdure con cous cous. Il pollo al curry con riso basmati. Il naan. Le patate al forno con l'aglione bolognese. Il caramello salato. La crema pasticciera. Il riso thai con broccoli all'aglio e filetto di salmone. Il pan brioche che ho imparato a fare a forza di mangiarne quando ero a Parigi. Le polpette di melanzana. I muffin alle pesche sciroppate. Il polpettone di tacchino. Il cocktail di scampi. Il risotto al sedano. La vellutata di piselli secchi. I rigatoni salsiccia e zafferano. La carbonara. La caprese con i pomodori e il basilico dell'orto. Il banana bread in tutte le sue versioni. Il ragù. Il budino al cioccolato...


Queste sono solo alcune delle ricette nella mia valigia di cucina. In ordine sparso, così come mi veniva da elencarle. Oltre a loro ci sarebbero da citare i singoli ingredienti, ma anche gli insegnamenti che mi hanno dato familiari, amici, insegnanti e quelli che ho rubato dai libri, dai ristoranti, dai video su YouTube, dalle trasmissioni di cucina, dalle chiacchiere in fila dal pollivendolo.


Il bello di questa valigia è, come dicevo, che non ha fondo. È infinita, pronta a ospitare tutto ciò che ho da imparare, pronta a custodire nuove ricette che scoprirò e inventerò.


Mangiate con amore!


Abbracci magici,

Sara Ottavia C.


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